Medicina singolare maschile

L’attenzione al pregiudizio di genere nella pratica clinica è notevolmente aumentata negli ultimi anni. Anche perché di questo pregiudizio, che non riconosce e non valorizza le differenze tra il maschile e il femminile, sono state individuate le ricadute negative in tema di programmazione medico-sanitaria.

Non tenere conto della diversità nella domanda di salute di uomini e donne, infatti, può limitare il raggiungimento degli obiettivi di salute in molti ambiti: salute mentale, malattia coronarica, cancro e molto altro ancora. A tutt'oggi manca, però, uno studio complessivo del pregiudizio di genere relativo alle diverse discipline mediche.

I promotori del progetto "Medicina, singolare maschile" – Fondazione Pfizer, insieme all'Università degli Studi di Siena e all'Associazione Donne e Scienza – hanno unito le loro competenze e le loro disponibilità per contribuire a un nuovo equilibrio tra maschile e femminile nelle scienze biomediche.

L’obiettivo è stato dunque portare all'attenzione del pubblico e dei decisori un tema per troppo tempo ignorato che, se affrontato in modo appropriato, potrebbe portare a riscrivere le regole della medicina. Cioè a ripensare la teoria e la pratica della ricerca clinica tenendo sempre ben presenti le differenze tra i sessi. 

Il primo atto di questo impegno è stato l'approfondimento di un tema attuale e sentito a diversi livelli della pratica medica, dagli operatori sanitari e dagli stessi pazienti: il dolore. Lo studio promosso per l'anno 2004 ha infatti riguardato le differenze di genere nel dolore cronico benigno.